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Il Mistero dei Tunnel di Tonkararin トンカラリン

Tunnel di Tonkararin 2

 Il Giappone è un Paese affascinante, disseminato di luoghi che narrano storie antiche tinte di mistero, tra questi traviamo un sito enigmatico ed affascinante nel Kyushu settentrionale, situato vicino a Nagomi (和水町, Nagomi-machi), una città nella prefettura di Kumamoto (熊本県, Kumamoto-ken).
Esternamente appare come parte del paesaggio locale ma al suo interno si cela un complesso dei tunnel, chiamato "Tonkararin" (トンカラリン). Ad esso possiamo aggiungere un altro luogo affascinante, non molto lontano dai tunel, l’importante tumulo funerario di Eta Funayama (江田船山古墳).

Entrambi i siti sono ancora oggi oggetto di ricerca, soprattutto il complesso dei tunnel con ancora molti misteri da svelare, c’è ancora molto da capire ad oggi rimangono ancora tante le domande senza risposta.

Il complesso di tunnel fu scoperto dagli archeologi nel XVIII secolo, una strutta che stando alle prime analisi lo si farebbe risalire al V o VI secolo, anche se purtroppo la datazione è ancora incerta e in fase di conferma. Successivamente negli anni '70 le ricerche all’interno di questo particolare complesso ripresero dandoci informazioni un po’ più precise. Ciò che sappiamo è che la “struttura” misura 445 metri di lunghezza, ma varia in larghezza e altezza, arrivando nel punto più alto a 4 metri di altezza, ma nel punto più basso costringe ad un'esplorazione a carponi. 

Questa "irregolarità" ha dato vita a diverse teorie ed ipotesi sulla sua natura facendo dapprima pensare ad una formazione naturale scavata dall'acqua, ma questa ipotesi venne in seguito confutata studiando meglio la composizione dall'interno delle gallerie. Si è scoperto che presentano un aspetto liscio, un ingresso rettangolare e scale chiaramente scolpite a mano, quindi la teoria della formazione naturale venne scartata.

 

Tunnel di Tonkararin A

 

In questa stessa zona, a poco più di 5-10 minuti a piedi, si raggiunge un altro importante sito: il tumulo funerario di Eta Funayama (江田船山古墳). La struttura è particolare e assume la forma di un “buco della serratura” e la si fa risalire al periodo Kofun (古墳時代, Kofun jidai), tuttavia il sistema di tunnel sembra essere più antico, si pensa possa essere stato edificato nel periodo Yayoi (弥生時代, Yayoi jidai), quindi antecedente al Kofun. 

Abbiamo prima accennato a due ere storiche importanti per il Giappone, quindi entreremo un po’ più nel dettaglio così da capire meglio in quale contesto storico e sociale si trovano i siti rinvenuti.

Il Periodo Yayoi (弥生時代), che si colloca tra il 300 a.C e il 300 d.C., fu un periodo di grandi cambiamenti per il Sol Levante che vide l’inizio dei rapporti ed interazioni culturali ed economiche con la Corea. Alcuni dei risultati di questa “contaminazione” possiamo riscontrarli per esempio nell’apprendimento di tecniche di coltivazione del riso e la pratica funeraria dei tumuli (prima in Giappone era abitudine seppellire i defunti in fosse).

Prima di arrivare all’uso di tumuli veri e propri in Giappone c’era la tradizione di erigere i dolmen, delle tavole di pietra che costituivano dei sepolcri, e attorno ad essi venivano deposti oggetti funerari come vasi, giare e perle tubolari che ritroviamo nel corredo del tesoro del tumulo, risalente questo al periodo successivo.

Si è pensato che il sistema dei tunnel potesse risalire a questo periodo perché, con la creazione di risaie, gli abitanti della zona hanno probabilmente tentato di creare un sistema ad uso agricolo per irrigare, seppur non ci siano prove archeologiche a sostegno di questa teoria. La mancanza di prove concrete ha portato a un cambio di prospettiva concentrando le ricerche sul periodo Kofun.

Il Periodo Kofun (古墳時代), collocabile tra il 250/300 d.C e il 538 d.C., deve il suo nome alla comparsa su tutto il territorio nazionale di questi tumuli, che contenevano le camere tombali dei membri della classe dirigente.

La caratteristica principale e riconoscibile di queste tombe è quella di avere una forma che ricorda, se viste dall'alto, simile a un buco della serratura. I siti funerari, quelli risalenti al III secolo, appaiono generalmente disadorne e semplici a differenza di quelle del IV e V secolo che sono più complesse, più numerose e più ricche.

Il massimo splendore lo si raggiunge verso la fine di quest’era, i tumuli funerari datati appartenenti al VI secolo, come quello di Eta Funayama, ricordano per dimensioni e sfarzo le grandi tombe del Nuovo Regno d'Egitto, con pareti dipinte, grandi sarcofagi, corredi funerari. Non solo si trovarono anche specchi di bronzo, spade, bardature per cavalli, sculture decorate, bellissimi vasi di argilla, gli haniwa (埴輪 ovvero delle sculture in terracotta) e infine le ceramiche sueki (須恵器) stranamente simili alle porcellane odierne che contenevano pigmenti grigio-blu.

Un ulteriore cambiamento all’interno del sistema Giappone, ma vista l’importanza sarebbe da dire rivoluzione, apparso in questo periodo fu l’introduzione dello shintoismo (神道 "Via degli Dei") come religione di stato. Questa unificazione dei culti oltre a porre in connessione diversi villaggi che prima non avevano rapporti reciproci, vide la nascita di una Dea e un topos che era comune a tutti: la Dea solare Amaterasu (天照大御神 lett. "Grande dea che splende nei cieli").
Questa divinità così importante fu associata alla famiglia imperiale, ritenendola l'antenato ancestrale di chi era in cima al potere politico e amministrativo del Giappone.

 

amaterasu

 

Seguendo il mito della dea che si nasconde all'interno di una grotta per sfuggire al fratello indisciplinato, il Dio della tempesta Susanoo (スサノオ), fece crescere la credenza negli abitanti di Nagomi, che il rifugio della divinità fosse proprio nei misteriosi tunnel. Questo portò a definire il luogo come sacro, portando gli archeologi ad ipotizzare che il complesso sia stato usato come un santuario shintoista.

Quindi è un santuario? per rispondere a questa domanda bisogna tenere conto della storia delle pratiche religiose della regione giapponese del Kyushu e della conoscenza di una certa "geografia sacra" strettamente connessa alla visione religiosa propria dello shintoismo. Basandosi su queste conoscenze sembra coerente il fatto che il sistema di tunnel possa essere stato in passato usato come un santuario. Tra gli elementi che contribuiscono a quest’ipotesi c’è il luogo in cui si trova, in prossimità appunto di una comunità e sul pendio di una montagna, un luogo carico di sacralità nella visione shintoista. In secondo luogo è ubicato a breve distanza da un importante tumulo funerario della classe sociale regale, per cui si è pensato che i due luoghi potrebbero avere una connessione diretta oltre che in "connessione animica".

Questo legame sarebbe perfettamente sensato se si considera il pensiero shintoista che tra i suoi elementi annovera la conoscenza geomantica dei cosiddetti "luoghi di potere" (come può essere un tumulo funerario dove sono sepolti personaggi gloriosi).

Tuttavia essendo la struttura è molto antica, il sistema di tunnel è considerabile al più come un "prototipo" di santuario e i sostenitori di questa ipotesi ritengono che il complesso venisse utilizzato in certi rituali sciamanici e shintoisti in connessione con l'altro luogo sacro e misterioso, il tumulo di Eta Funayama 江田船山古墳.

 

Tunnel di Tonkararin B

 

Il tumulo fu scavato per la prima volta dagli archeologi nel 1873, all’epoca l’impresa non fu facile considerando che è lungo ben 62 metri. Al suo interno gli archeologi si ritrovano di fronte qualcosa di incredibile, un dolmen, o masso-sarcofago.

Sepolto sotto questa grande lastra di pietra venne trovato un ricco tesoro che comprendeva alcuni specchi di bronzo finemente lavorati, e man mano che gli archeologi scavavano sempre più a fondo si trovando altri modelli, ognuno dei quali decorati con immagini di divinità e animali di origine sconosciuta. 

È probabile che questi specchi avessero valenza regale, uno di questi specchi di bronzo decorato con 4 bestie, tra i più belli dei ritrovamenti, ad oggi lo troviamo esposto al Museo nazionale di Tokyo.

Oltre agli specchi, tributo della Dea Amaterasu, sono state trovate perle di forma tubolare, di differente colore e dimensioni, che ricordano la cultura Yayoi e i tumuli coreani e magatama (勾玉 a forma di "virgola") in giadeite, sorprendentemente simili all'arte post-moderna.

 

Tunnel di Tonkararin D

 

Furono trovate anche armi come spade di ferro e persino armature, inequivocabile segno che qui vi erano sepolti dei guerrieri, o persone che erano legate all’ambito militare grazie al loro status aristocratico.

Paradossalmente la scoperta più famosa del tumulo non fu ad opera degli archeologi, ma bensì dei residenti. La storia di come ciò sia avvenuto si perde nel passato, ma i ritrovamenti sono significativi ed importanti, per esempio fu rutrovata una corona e una spada, entrambi in oro, con un'iscrizione, e altri oggetti reali, tra cui copricapi in bronzo dorato, adatti per una regina, orecchini, anelli e piatti dorati.

L'elenco dei manufatti recuperati è lungo e fornisce un'immagine più chiara della vita durante il periodo Kofun. I manufatti ci mostra una grande maestria tecnica nella lavorazione dei metalli, mentre l'equipaggiamento militare ci propongono l’elemento di una società pronta alla guerra. Ad avvalorare ciò si aggiunge la scoperta di punte di freccia in ferro trovate insieme alle spade, a rimarcare l'importanza militare di chi occupava la “tomba” e la stretta associazione tra questi e i reali.

Sempre riguardo all'equipaggiamento la gorgiera (oggetto simile all'armatura ma che copriva il collo e forniva quindi protezione per il viso) trovata all'interno di questo tesoro suggerisce che gli stessi reali abbiano combattuto in battaglia.

Tra le scoperte più importanti, e di certo più difficile da capirne il morivo, è il ritrovamento una campana tripla. Questo oggetto unico ha probabilmente una valenza religiosa, importante soprattutto nei rituali, ma che qui sepolta appare inconsueta perché le campane venivano usate anche nell'ambito dell'allevamento degli animali durante il periodo Yayoi. Infatti campane di varie dimensioni furono sepolte sul lato delle colline vicine, per favorire la fertilità della terra e un fruttuoso raccolto.

Allora perché questa campana fu sotterrata nel tumulo? come si spiega la presenza di una campana a 3 suoni, solitamente associata alla cultura contadina? Forse la risposta si trova ancora all'interno della montagna stessa, in attesa che qualcuno completi l'insidiosa esplorazione dei tunnel.

Il complesso di tunnel di Tonkararin rimane una rovina sacra e misteriosa e a consolidare quest’ipotesi ci fu nell’ottobre del 2001 a Nagomi un simposio per discutere appunto la funzione dei tunnel e fu dichiarato che effettivamente sono connessi ad atti religiosi.

 

Tunnel Fantasy Dream Legend of Tonkararin

 

Per chi è amante del cinema nel 1998 è stato prodotto un film che narra in modo fantasioso le vicende storiche della regione (隧穴幻想 トンカラリン夢伝説 Zuiketsu Genso: Tonkararin Yume Densetsu "Tunnel Fantasy: Dream Legend of Tonkararin") diretto da Takashi Miike.

FONTI:

ancient-origins.net/
axismundi.blog/2020/12/03/
en.wikipedia.org
letterboxd.com/film

IMAGE CREDITS:

Kofun.ing (Jp)
themoviedb.org/

Samantha Sisto

 

 

Kyushu, Tunnel di Tonkararin, Samantha Sisto

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